Come chiamare quello che troviamo su fiumi e torrenti

L’oro che noi cercatori d’oro andiamo a raccogliere su torrenti e fiumi ha origine nei filoni auriferi primari ma, lì dove lo troviamo, vi è stato trasportato dal movimento dei ghiacciai e concentrato poi da successive e ripetute alluvioni. In questo suo viaggio l’oro ha subito modificazioni nella forma originaria: il minerale incassante si è frantumato e le parti di oro, pestate da sassi si sono spezzate, arrotondate o schiacciate e successivamente levigate dalle sabbie.

Sul fiume con gli amici, compagni d’avventura capita spesso di nominare e descrivere quanto, nelle ultime fasi del lavaggio, si vede sul fondo delle nostre batee...


“ guarda che bella scaglia … sarà quasi 5 mm. ….. io, due  scagliette e un po’ di puntini ….. qui c’è solo polverino, ma  in abbondanza ….  e raramente, ma con emozione e quasi gridando …….guarda,  guarda ……… una pepita ! ”


Sono termini che ho sentito usare dagli amici che mi sono stati maestri e che uso da quando ho iniziato nel 1997 ad andar per fiumi. Altri cercatori usano una terminologia propria a volte simpatica ma non sempre facilmente comprensibile a tutti. Ritengo sarebbe interessante arrivare ad una condivisa terminologia che sia adeguata a descrivere con una definizione sintetica l’oro che troviamo. Per cui con l’intento di arrivare ad una comune terminologia, di seguito li riporto con il significato che io attribuisco ad ogni termine: 

SCAGLIE - SCAGLIETTE - PUNTINI - POLVERINO

tutti i pezzetti d’oro ritrovati che, per la loro forma appiattita, posti in una batea non vengono mossi dal flusso d’acqua che gli scorre sopra.

 

SCAGLIE:

pezzetti d’oro appiattiti con una delle dimensioni superiore a 4 mm.

SCAGLIETTE:

con misura compresa da 1 a 4 mm.

Gli americani le definiscono: gold flake, smoll flake, dove flake è traducibile con il termine scaglia.

PUNTINI:

i pezzetti inferiori ad un millimetro ma visibilmente distinguibili

POLVERINO:

l’oro che nella singola unità è inferiore al decimo di mm. e visibile con una lente ( es. oro del Ticino da Vigevano in giù o oro del Malone a Brandizzo ).

Gli americani definiscono questa tipologia con : Flour gold dove flour è traducibile con il termine farina

PEPITE:

i pezzi d’oro che pesino più di 0,5 gr. e con spessore vicino ad una delle due altre dimensioni

Gli americani definiscono queste tipologie con : Gold nugget, dove nugget è traducibile con il termine perla o pepita.


Il cercatore d’oro Giuseppe Carenzo che da sempre considero mio maestro e ispiratore, assegna ad ognuna delle straordinarie pepite da Lui trovate un nome:


MICROPEPITEGRANULIFILETTIORO CRISTALLIZZATO

tutti i pezzetti d’oro che tendono a muoversi sul fondo della batea trascinati dal flusso d’acqua.

 

MICROPEPITE:

i pezzetti spessi che superano il millimetro

GRANULI:

pezzetti sotto il millimetro che rotolano facilmente

FILETTI:

i pezzetti che hanno una lunghezza preponderante sulle altre due dimensioni (ad esempio i filetti che si possono trovare sul Piota)

Gli americani definiscono queste tipologie con : Wire gold, traducibile con il termine filo d’oro.

ORO CRISTALLIZZATO:

quei campioni rinvenuti talmente vicino all’origine da conservare ancora in parte la forma originaria e tracce del minerale incassante.


Un discorso a parte merita l’oro riferibile alla presenza dell’uomo. Piccoli pezzetti d’oro lavorato, parti di gioielli accidentalmente persi che si possono occasionalmente ritrovare nei corsi d’acqua e che non hanno nessuna correlazione con l’oro naturale, ad esempio la campionatura ritrovata su un torrente piemontese in una zona di quasi “discarica di metalli”, mostra piccoli particolari d’oro lavorato e microsferette probalilmente accidentalmente perse in fase di fusione. L’oro della seconda fotografia l’ho trovato sul Ticino in località Casone, poche centinaia di metri a valle dei cumuli di ciottoli, resti delle aurofodine romane, nella zona nominata come Campo dei fiori a Varallo Pombia.


Le foto a corredo di questo scrittto, salvo quelle dove diversamente indicato, sono di campioni d’oro da me raccolti e conservati nella mia collezione.

 

 

 

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