Prefazione

In Italia grossi cristalli di corindone grigio sono noti nelle plumasiti, ma opachi al ponte di Salaro della Val Sabbiola (comune di Sabbia) ed al Ponte di Babbiera in Val Sessera (comune di Trivero, Vercelli). Cristalli di color rosa violaceo sono stati raramente osservati nella Dolomia di Crevodossola. Un unico cristallo di Zaffiro è stato osservato anni fa sul Monte Group a sud di Malesco (Val Vigezzo, Novara).

 

CORINDONE (CORUNDUM) Al2O3 Il minerale appartiene al gruppo dell'ematite e può presentarsi con grande variabilità cromatica. Il colore di solito è grigio-opaco o bruno rossastro; esistono tuttavia varietà trasparenti incolori o variamente colorate suscettibili di taglio e usate come gemme pregiatissime note con nomi differenti secondo il colore (rubino, zaffiro, leucozaffiro ecc.). Il corindone è ampiamente diffuso nei depositi bauxitici metamorfosati, nelle cornubianiti (hornfels) povere in silice, nelle dolomie cristalline e nei marmi. Nelle rocce ignee il corindone è presente soprattutto nelle pegmatiti associate alle sieniti nefeliniche, mentre è raro nei graniti. Molto caratteristiche della Zona Ivrea Verbano sono le plumasiti, rocce filoniane acide costituite da plagioclasio sodico, con cristalli idiomorfi di corindone Filoni di plumasiti si trovano sul versante S del Monte Foggia, in prossimità del Ponte di Babbiera in Val Sessera (Trivero, BI), in Vai Sabbiola (Sabbia, VC) presso le borgate Massera e Montata (nei cui pressi si trova il filone noto sotto il nome di Ponte di Salaro), in Val Barbina (Scopello, VC) ecc. Le rocce incassanti sono di solito gabbri e noriti della formazione basica (Bertolani, 1974). Interessante è il ritrovamento di filoncelli plumasitici, costituiti da corindone grigio e plagioclasio, inclusi in una inconsueta granulite a corindone nel Croso della Gavala, poco a monte di Stalmezzo (Isola, Vocca, VC) (Rossi, 1968). La presenza del corindone nella zona del Ponte della Babbiera (Trivero, BI) e del Monte Aragna o Cima della Ragna (Mosso Santa Maria, BI) fu scoperta sul finire del '700 e riportata da Barelli (1835). Dal Ponte della Babbiera (Barelli, 1835; Jervis, 1873b; Scaini, 1940b) e dal Ponte di Salaro (Jervis, 1873b; Codara & Battaini, 1940a) provengono cristalli di notevoli dimensioni. In queste giaciture il corindone è associato a vari minerali tra cui lo zircone, mentre al Ponte di Salaro è accompagnato anche da columbite-tantalite. I migliori cristalli di corindone delle plumasiti furono trovati durante i lavori per la condotta forzata della centrale Zegna di Piancone sul Rio Confienzo (Portula, BI), dove il minerale forma cristalli grigiastri,. opachi, ma voluminosi fino a 20x1O cm, di abito prismatico esagonale o bipiramidale, a spigoli piuttosto arrotondati e con le facce verticali frequentemente gradonate (Loschi Ghittoni, 1969).

Il corindone bigio o nerastro opaco, noto in letteratura come "armofane", è segnalato in molti gneiss sotto forma di noquli e arnioni sparsi, in diverse località che non rivestono però particolare interesse. Più belli, anche se di modeste dimensioni, sono i rari campioni che provengono dalle dolomie saccaroidi, in particolare da quelle di Crevoladossola (VB). Cristalli opachi di 2+ 15 mm di colore rosa o rossastro chiaro sono noti da tempo nella cava Baulina e di Lorgino (Ca' dell'Oro) (De Michele, 1966b). Ritrovamenti più recenti di Masetti nel 1995 e di Mittino nel 1997 suggeriscono l'ipotesi che il corindone rosso nelle cave di Crevoladossola sia meno raro di quanto supposto (Preite et al., 1998). Sono stati trovati anche alcuni cristalli inclusi in noduli di talco di colore verde scuro. Di colore rossastro sono i rari e millimetrici cristalli che, con "tormalina" verde e talco, sono stati trovati in una dolomia nella valle del Rio Antolina presso Maglioggio (Crodo, VB) (Roggiani, 1975d). Corindone incolore o grigio-nerastro, incluso in enstatite, è stato trovato nel Massiccio ultrabasico di Finero alla Testa Durone (Finero, Malesco, VB) (Porro, 1896). Corindone è stato segnalato da Gallitelli (1937b) nel granito della cava ex Montecatini (Baveno, VB) in un lavoro di carattere petrografico. Il primo ritrovamento di corindone azzurro (zaffiro) nelle Alpi venne effettuato da V. Mattioli nel 1961 nel canalone di Pianzà N, a S di Malesco (VB) dove, tra quota 1650 e 1700 m, affiora uno gneiss a corindone presentante nuclei vetrosi di corindone incolori e, come estrema rarità, di colore blu con evidente sezione esagonale. Le dimensioni dei nuclei variano da 0,1 mm a 8 mm e la distribuzione del colore non è uniforme, essendo localizzato in bande e macchie al centro del cristallo (Mattioli, 1977d, 1979d). Isolare i rarissimi cristalli ben formati è però difficilissimo. Nuclei e granuli di corindone azzurrino si possono trovare in diversi punti della zona come nei pressi della cappella del Group, in territorio di Malesco (Roggiani, 1969b). Cristalli di alcuni centimetri di colore grigio associati a zircone sono stati rinvenuti anche in una pegmatite situata lungo il sentiero che collega la Bocchetta di Scaredi alla Bocchetta di Campo, sullo spartiacque tra la Val Grande e la Val Pogallo (Albertini, 1996a), mentre vistosi campioni con cristalli che possono superare 10 cm di lunghezza provengono dai dintorni di Orasso (Cursolo Orasso, VB) in Valle Cannobina (C. Albertini, 2006, com. pers.). Negli hornfel della miniera di Traversella (TO) è segnalata la presenza di corindone in campioni di interesse petrografico (Colomba, 1915). Analogamente, corindone è segnalato da Callegari et al. (1969) negli hornfel al contatto con i metagranitoi di ercinici del Pian Telessio (Valle di Piantonetto, Locana, TO) nel Massiccio del Gran Paradiso. Infine, corindone rivestito da cianite è stato individuato, assieme a sola cianite, talco, clinocloro e magnesiostaurolite, tra le inclusioni nei piropi dell'Unità Brossasco-Isasca del Massiccio Dora-Maira (CN) (Simon & Chopin, 2001).

Tra i campioni di qualità non gemmologica, ma ben cristallizzati, sono degni di menzione quelli provenienti dalle sieniti dell'area di Craigmont nell'Ontario, in Canada. Non mancano in Europa esemplari di notevole interesse collezionistico, come quelli rossi o blu provenienti dalla dolomia di Campolongo nel Canton Ticino, in Svizzera: apprezzati, benché non trasparenti e quindi di qualità non gemmologica, per il notevole contrasto dei cristalli, che possono anche raggiungere il centimetro, con la matrice bianca. I migliori campioni per questa località sono tuttora conservati nella collezione del Politecnico di Zurigo. Cristalli di questo tipo ma assai più modesti, malformati e di colore roseo, furono trovati come estrema rarità nella dolomia della cava Baulina di Crevola d'Ossola. Cristalli grigiastri centimetrici, con abito prismatico, non sono rari in alcune pegmatiti del Piemonte (Piancone in Val Sessera, Ponte di Salaro in Val Sabbiola). In cristalli non particolarmente ben formati, ma comunque di un bel colore rosa vivo che contrasta con il verde della roccia (scisto anfibolico ad actinolite), il corindone compare inoltre in Val d'Arbedo (Bellinzona). Interessante è anche la sua paragenesi in Val Sansobbia.

 

Rubino, il primato della rarità: Di tutte le pietre preziose di largo consumo il rubino, cui la tinta è conferita da un pizzico di cromo, è di gran lunga la più rara, e perciò la più costosa. I commercianti non la cedono volentieri, nemmeno a prezzi per loro convenientissimi. Naturalmente si parla del rubino "sangue di piccione", quello birmano, non di quello rosso pallido o rosa-violaceo di Ceylon (o meglio Sri Lanka), né rosso cupo come è la maggior parte dei "Siam". In effetti, se l'esemplare supera i tre carati di peso (l'unghia del mignolo, per intenderci, non ha fratture e mostra poche inclusioni, il valore può superare agevolmente 30-40 milioni di lire per carato: più dei diamanti di buona qualità. Non per niente gli orientali, che di pietre se ne intendono, hanno posto davanti a tutte le gemme proprio il rubino, assieme alla giada "imperiale" verde smeraldo. Il valore unitario scende però vertiginosamente se l'esemplare pesa meno di due carati, e ancor più se si tratta di piccole pietre inferiori al carato.

 

Zaffiro, elegante ma meno "nobile": Lo zaffiro è molto più accessibile perché meno raro, e il motivo è abbastanza semplice: il ferro e il titanio, che unendosi all'ossido di alluminio conferiscono al cristallo la tipica colorazione blu indaco, sono elementi molto più diffusi nella litosfera di quanto non lo sia il cromo dei rubini. Le miniere sono abbastanza numerose in quasi tutti i continenti, anche se pochissime forniscono il bel blu-viola profondo dei "Birmania" o quello "fiordaliso" vellutato dei "Jashmir": in questo particolare caso, la rarità è quasi pari a quella dei più preziosi rubini. Pure molto belli sono anche taluni "Ceylon" dal colore azzurro intenso e certi "Cambogia". Per fortuna la maggior parte degli acquirenti ritiene ancora che gli zaffiri migliori siano quelli blu cupo, quasi neri, che provengono soprattutto dall'Australia e dalla Thailandia, e li acquista a prezzi ragionevoli; le pietre di qualità, invece, hanno prezzi dell'ordine di qualche milione per carato.

Altre varietà di corindone, poco conosciute ma molto belle, sono quella color mandarino ("padparadschah"=fiore di loto) di notevole pregio, quella giallo dorato (un tempo detta "topazio orientale"), quella rosa e quella azzurro chiaro (di tonalità però molto diversa da quella dell'acquamarina).

Fonte:

Minerali del Piemonte e della Valle d'Aosta di Giancarlo Piccoli (Autore)

 

Meno attraenti sono le varietà francamente viola e ancor meno quelle verdi o addirittura verde-giallastro. Tutte queste varietà, trasparenti e quindi tagliate a faccette come i rubini e gli zaffiri, sono impropriamente chiamate "zaffiri" gialli, "zaffiri" rosa, ecc., mentre sarebbe molto più corretto chiamarle "corindoni" gialli, "corindoni" rosa, eccetera

 

I miei corindoni del Ticino


Spinto dalla curiosità, ho cominciato a prestare attenzione ai sassi lavati durante la setacciatura della sabbia alla ricerca di possibili corindoni. Anni fa un cercatore d’oro americano venuto in Italia, portò con sé alcuni zaffiri molto belli che trovò durante le sue ricerche aurifere nel lontano 1989 nel torrente Eureka Gulch, un tributario del fiume Rock Creek che scorre nel Clark’s Fort ad ovest del Columbia River nel Montana. Gli zaffiri erano vere gemme da taglio, trasparenti e di vari colori anche se non arrivavano al cm. di diametro. I più belli erano di un blu/azzurro intenso che dopo il taglio sparavano riflessi bellissimi. Da quel momento il mio sogno avventuriero fu quello di poter praticare una ricerca simile. Mai più avrei pensato di realizzare questo sogno qui da noi in Italia, addirittura nel nostro fiume azzurro: il Ticino.



PRIMO RITROVAMENTO IL 30-10-2011 PUNTA ZAFFIRI

N. 01 grammi 2,76 mm. 16 x10 x 6 (rettangolare)

Data del Taglio: 17-12-2011 Carati 5,40  mm. 14 x 9 x 4  

E' un ritrovamento eccezionale per i corindoni del Ticino. Un corindone color rubino così grosso e di colore intenso non è mai stato trovato prima. 


N. 02   grammi 1,14 mm. 11 x 7 x 6 (tetraedro) 

Data del Taglio: 23-03-2012 Carati 4,45 mm. 10 x 6,5 x 6,5 

Il taglio ha solo smussato ed eliminato piccoli difetti in superficie, mantenendo praticamente la stessa forma 

Sempre lo stesso giorno ho trovato 5 ciottoli di corindone dal seguente peso in grammi: 187 - 125 - 92 - 57 - 20.  Quest'ultimo da 20 grammi presenta la forma tipica dei cristalli di corindone. Il colore tende in tutti al bluastro



RITROVAMENTO DEL 24-11-2011   PUNTA ZAFFIRI

 

N. 03   grammi 0,66 mm. 10 x7 x 4 (triangolare) 

Data del Taglio: 26-03-2012 Carati 1,85 mm.  8,5 x 4,5 x 3,5 

E' forse il rubino più bello come colore. Di questo tipo se ne trovano veramente pochissimi: è estremamente raro. Finora ne abbiamo trovati solo due


N. 04   grammi 1,80 mm. 11 x 9 x 8 (tetraedro)  

Data del Taglio: 31-03-2012 Carati 6,80 mm.  11 x 8 x 7

Ha un colore blu intenso ed è attraversato da una zona rosata. Ho mantenuto la sua forma originale. E' stato solo levigato e lucidato



RITROVAMENTO DEL 15-12-2011   PUNTA ZAFFIRI
 
 N. 05 grammi 0,66 mm. 9 x 8x 6 (trapezio)
 
Data del Taglio: 19/03/2012 Carati 1,15 larghezza mm. 7
 
E' l'unico corindone semitrasparente trovato finora. Per questo motivo è stato tagliato a brillante e non a cabochon


RITROVAMENTO DEL 14-02-2012   PUNTA AMICI
 N. 06  Grammi 4,54 mm. 20 x 12 x 9 (incudine) 

  Data del Taglio: 08-03-2012 Carati 9,00 mm. 16 x 8 x 6 
 
Sfruttata solo la parte superiore perché quella inferiore era senza colore. La forma ottenuta è quella di un ciondolo
 

 
N. 07  Grammi 4,98 mm. 15 x 15 x 10 (triangolare) 
 
Ha una impronta strana come quella di una mano di quattro dita. Il colore è leggermente bluastro. Questo corindone penso di lasciarlo così per la particolare impronta


 RITROVAMENTO DEL 17-02-2012   PUNTA AMICI
 N. 08  Grammi 0,22 mm. 7 x 5 x 2 rosa/viola 
 
 
Data del Taglio: 07-04-2012 Carati 0,75 mm. 6,5 x 5,0 x 2  
 
Questo corindone è molto bello per il colore che presenta e per il fatto di essere traslucido. Ho provato a tagliarlo anche se così piccolo ed infatti il risultato non è tra i migliori
N. 09  Grammi 0,41 mm. 8 x 6 x 3 appiattito  
 
Presenta molte striature
 

 RITROVAMENTO DEL 21-02-2012   PUNTA AMICI
 
N. 10 Grammi 0,53 mm. 9 x 6,5 x 4 blu  
 
 
Data del Taglio: 05-03-2012 Carati 1,70 mm. 8 x 6 x 3 con gatteggio 
 
E' il primo corindone tra quelli tagliati che presenta un gatteggio su tutta la pietra. Il colore è d i un blu intenso
 
Altri ciottoli di corindone trovati lo stesso giorno: uno bello simile ad una quasi sfera bluastra di grammi 235  ed un altro appiattito di grammi 66


 RITROVAMENTO DEL 24-02-2012   PUNTA AMICI 

 

N. 11 Grammi 0,17 mm. 6 x 4 x 3,5 viola

Anche questo è un bel corindone, piccolo ma traslucido di un bel colore viola 


RITROVAMENTO DEL 13-03-2012 PUNTA AMICI

 
 N. 12 Grammi 16,26 mm. 39 x 18 x 11 marrone 
 
Data del Taglio: 01-04-2012 Carati 6,90 mm. 15 x 9 x 4,5 gatteggio dorato 

Questa pietra mostra un bel gatteggio dorato su tutta la superficie. Ho diviso in due parti la pietra originale tagliando di traverso la base larga. La pietra più piccola ottenuta misura mm. 18x10x11 e l'ho tagliata in due sullo spessore da 11 mm. Delle due pietre ottenute questa è la prima l'altra è quella da carati 5,20 

 
 
Data del Taglio: 02-04-2012 Carati 5,20 mm. 15 x 8,5 x 4 gatteggio dorato
 
Data del Taglio: 03-04-2012 Carati 17,65 mm. 28 x 17,5 x 5  gatteggio dorato
 
Questo è il corindone più grande che ho tagliato finora. La foto non mostra tutta la sua bellezza nel gatteggio
 

RITROVAMENTO DEL 27-03-2012   PUNTA AMICI
 
N. 13 grammi 1,27 mm. 11 x 9 x 8 
 
Data del Taglio: 06/04/2012 Carati 5,65 mm. 11 x 8 x 7 
 
Colore bluastro variegato con leggeri riflessi interni
N. 14  Grammi 2,12 mm. 13 x 11 x 6,5 (cupola ovale)
 
Strana forma per questo corindone: cupola ovale allungata a base piana di colore azzurrino
L’autore intento al taglio delle pietre 
 
In queste note di cui sopra possiamo ben apprezzare la qualità e le caratteristiche di alcuni dei corindoni  rinvenuti  nelle  sabbie  del  fiume  Ticino  classificate  con  precisione  sia  del  luogo  che  del  momento  del  ritrovamento. La lavorazione è stata effettuata per mezzo di una macchina sfaccettatrice e interamente a mano  libera,  per  la  lucidatura  ci  si  è  avvalsi  anche  di  polveri  diamantate  per  ottenerne  un  polimento  tale  da  valorizzare la gemmosità del materiale. 
Tutti gli esemplari, le lavorazioni e le foto sono a cura dell’autore che qui sotto apprezziamo all’opera nella “punta amici”.
 
 
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