Non sono ne geologo ne gemmologo o simile, ma uno che ha studiato la razionalità dei numeri e ogni evento è guidato da esso.  

Per questo motivo nei limiti della mia conoscenza nel campo aurifero ho sempre cercato il perchè e il per come si trovasse l’oro in certi posti.  Ho elaborato molte ipotesi e teorie, alcune assurde, altre che hanno fatto pensare anche ai più esperti, ovviamente ci sono così tanti fattori che non è possibile creare una formula corretta.

Però… è possibile comparare molte informazioni che la tecnologia o altri studiosi ci forniscono per creare uno schema, di dove possa trovarsi con maggiore probabilità oro o una sua concentrazione.

Queste che vi spiegherò, sono macro comparazioni, nulla a che vedere con la vera esplorazione sul sito, però possono aiutare parecchio come hanno fatto con me.  (Trovare torrenti auriferi, che in nessun libro specializzato vengono citati o cercatori esperti che classificavano come sterili).

Prendiamo esempio da una zona specifica dell’arco alpino:

Prima cosa da fare è individuare una vecchia mappa dell’area interessata e confrontarla con una recente per scoprire i corsi d’acqua, la loro evoluzione e storia.

Fatto questo, annoteremo i corsi d’acqua più significativi e quelli che non esistono più con il loro inizio e la loro fine con relativa direzione, su una nuova mappa.

Ora cerchiamo una mappa che rappresenti le faglie, perchè possono essere un buon elemento che interagisce con vene o filoni di oro sia in modo positivo che in negativo.

Se si ha la fortuna di trovare altre mappe utili per aumentare la probabilità di trovare siti con oro meglio per voi.  Nell’esempio che vi sto spiegando ho trovato una mappa che fa vedere le aree di glaciazione della zona con relativa profondità. Anche con questa traccerete le aree con maggiore concentrazione di ghiaccio e i confini di dislivello fra le varie profondità (creazione di terrazzi)  

Un’altra mappa è quella geologica, tracciate i confini più interessanti fra le varie conformazioni anche questi sono un buon elemento per la nostra ricerca.  

 

Ora non vi resta che sovrapporre le varie mappe per delineare le aree più interessanti e cioè quelle zone che hanno un maggior numero di intersezioni. Quelli sono i luoghi in cui potreste iniziare a fare prospezioni. (punti gialli)

 

E’ un metodo particolare, se non ci credete che può essere buono, noterete che i punti segnati in giallo e cioè le aree con il maggior numero di intersezioni, nell’esempio campione che vi ho spiegato, corrispondono quasi a quelli segnalati a pagina 356-357 del libro di Giuseppe Pipino  intitolato Oro, Miniere, Storia.  Oppure pagina 163 del libro Jervis intitolato I tesori sotterranei dell'Italia.

 

E' lecito fare alcune precisazioni perchè la geologia non è un opinione, ma una scienza, queste sono delle precisazioni del Geologo:

1- Le faglie, esse sono principalmente zone di deformazione fragile e si esternano sottoforma di fratture anche a volte molto estese e spesse (fino ad un metro e più) in esse i fluidi riescono a circolare avendo lo spazio e nel caso sia l'approccio geochimico corretto precipitare minerali e cristallizzare alcune specie tra cui l'oro.
L'oro potrebbe sia essere nativo, che contenere a sua volta inclusioni che essere incluso in altri minerali, tipo pirite. Quindi dire che la faglia taglia il filone aurifero non è del tutto sbagliato ma solo SE la frattura si è generata DOPO la formazione della vena nel qual caso la frattura evolvendosi andrebbe a sbriciolare la precedente vena. (ma è tanto un caso particolare)
2- L'oro che si libera dalle vene non sempre lo si trova vicino la vena stessa, ma solo dove le rocce trasportate lo liberano lungo il torrente, andando a sgretolarsi. I limiti litologici sono meno indicativi, che le strutture tipo faglie etc, ma non sempre inutili.
I depositi glaciali, specie se arrivano da molto lontano, non rispecchiano la geologia locale, in questo caso l'oro è alloctono.

 

 

 

Grazie a questo metodo, magari si ha la fortuna di trovare una zona buona non segnalata su nessun libro come l'ho trovata io.   

 


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