Non potevamo inaugurare nel migliore dei modi le nostre escursioni didattiche con una meta ambita da molti, per il fantastico luogo e per il ristretto numero di partecipanti che possono aderire.

Stiamo parlando della miniera della Val Toppa, una delle 3 miniere d’oro aperte al pubblico, situata sopra Pieve Vergonte sui ripidi pendii della Punta l'Ottone e della Cima Strighet.

La scoperta di quest’area risale tra il 1250 e il 1251 quando il paese di Vergonte fu distrutto da una eccezionale alluvione, questo evento permise di scoprire la presenza fra i detriti dell'oro tra le rocce. Anche se notizie certe sullo sfruttamento delle miniere si hanno a partire dagli inizi del 1800, quando minatori locali scavarono gallerie in più punti della Valle, la miniera fu sfruttata fino alla fine del 1947 e poi chiusa.  

I giacimenti auriferi della Val Toppa, sono di origine idrotermale, generalmente dei filoni di quarzo mineralizzato a solfuri, quali pirite, arsenopirite, calcopirite, blenda, pirrotina e galena.

La miniera è strutturata su più livelli per un complessivo di circa 15 km di gallerie, la parte visitabile al pubblico sono 500 mt. La temperatura è costante tutto l’anno fra i 10 e 11°.  

Passando alla giornata trascorsa, ci siamo ritrovati tutti a Pieve Vergonte dove ci attendeva la nostra esperta guida escursionistica Conti Mauro, persona di elevata cultura e professionalità che con minuziosità ci elargiva di particolari sull'attività che vi si svolgeva in miniera e sulla storia e la vita nell’ossola in tempi passati. (La vallata delle vedove o Mangiare A ufo).

Da qui ci siamo trasferiti a Fomarco e abbiamo proseguito attraverso un sentiero comodo e pianeggiante in mezzo a castagni e faggi. Lungo il percorso si incominciavano a vedere i segni della presenza dei minatori con tratti del sentiero lastricati, abitazioni e strutture per la lavorazione dell’oro come macine e mulini, ormai erosi dal tempo.

In un tratto del sentiero ci siamo fermati per osservare la Linea Insubrica, un importante lineamento tettonico tra la placca europea e quella africana.

Qualche assaggio nel Rio Marmazza e poi tutti all’Alpe Fontano, dove ci siamo preparati per accedere alla miniera.

Qui è difficile spiegare i tantissimi aneddoti avvenuti nella miniera in tempi remoti e la geologia del sito, è una cosa che bisogna vivere, ma possiamo dirvi di aver potuto osservare la pirite aurifera su quarzo, il quarzo “neve”, una piccola cascata, i segni dei binari dei carrelli e provare il buio assoluto.

Finita la visita, abbiamo mangiato oltre alla pasta, affettati e formaggi della zona accompagnati da un buon vino rosso.  E poi una piccola dimostrazione nell’uso della batea e del piatto concentratore “turbo pan”.  

Dopo una breve visita a una latteria turnaria una delle ultime nella Val Ossola in funzione fino a 30 anni fa, abbiamo concluso la giornata presso il museo delle miniere, contenente cartine, mappe, campioni di minerale aurifero e un libro unico e introvabile che spiega in dettaglio le miniere della vallata con dati, proiezioni, posizioni su quanto oro ci sia ancora e molto altro.

L’escursione è stata apprezzata da tutti i partecipanti e ci siamo promessi di iniziare un rapporto cooperativo per valorizzare la miniera della Val Toppa

 

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