L'oro e le "punte"

Da sempre l'oro ha destato l'attenzione dell'uomo, ma sopratutto dove si può trovare lungo i fiumi? è possibile cercarlo con strumenti semplici e trovarlo con facilità! Scopriamo come.

 

Alcune volte, i corsi d'acqua di pianura mostrano un andamento curvilineo, detto anche meandriforme. Tale andamento permette al fiume durante le piene idriche (eventi in cui l'acqua di alza molto a causa delle ingenti piogge a monte) di generare subito dopo una curva di erosione una possibile punta, ricca in minerali pesanti (tra cui l'oro!).

Nella fotografia soprastante si vede bene come subito dopo una curva di erosione (posta in alto) vi sia una superficie pianeggiante posta accanto al corso d'acqua. Dove si vedono i cercatori intenti nella ricerca, è localizzata una delle porzioni più ricche in minerali pesanti, detta "core" (in italiano: nucleo) o cuore della punta. Si noti anche che conviene talvolta guardare verso monte rispetto che verso valle nelle fasi di prospezione per i seguenti motivi:

- Risulta più semplice osservare dove i grandi ciottoli o massi hanno agito formando una locale concentrazione di ghiaie potenzialmente aurifere. Di solito ciò accade nella posizione dietro ai massi considerati che però osservando verso monte risultano facilmente visibili;

- Risulta leggermente più semplice identificare porzioni più redditizie e ricche in ciottoli a maggiore dimensione e quindi località potenzialmente aurifere;

- I principali arricchimenti auriferi si trovano verso l'apice della punta e solo occasionalmente in altre località lungo la punta, dovute a localizzate rielaborazioni durante la piena, piuttosto che alla selezione granulometrica dell'oro: l'oro fine tende a viaggiare maggiormente e localizzarsi non solo all'apice ma anche lungo la punta e talvolta generare localizzati arricchimenti.

L'oro non è solo localizzato presso il cuore della punta ma anche secondo delle direzioni preferenziali, come possiamo osservare qui sotto. Solamente un occhio attento ed allenato può osservare e comprendere le località migliori per cercare oro lungo le punte aurifere. Sicuramente un aiuto lo forniscono i libri sull'argomento e l'esperienza sul campo. Non dimenticate inoltre che una serie di campionamenti a rete effettuati sulla punta potrebbero aiutare moltissimo a capire come e dove l'oro è presente!

Sopra è visibile l'andamento delle locali depressioni e delle possibili località dove eseguire una prospezione alla ricerca di oro e minerali pesanti. Si ricercano i seguenti elementi:

- Ciottoli e blocchi di una grandezza mediamente maggiore rispetto alla media circostante;

- Le medesime rocce tendono ad avere un colore più scuro naturale (verde, nero e grigio), elemento che indica che pesano di più rispetto alle adiacenti e tendono a venire depositate prima nelle fasi tardive della piena;

- Depositi di ghiaie e sabbia dietro e davanti i massi di maggiore dimensione ricchi di magnetite (nera) osservabile da subito con un magnete e granato (rosso, vitreo); 

Queste tre osservazioni ci aiutano moltissimo nella stesura durante la prospezione delle aree dove andare a "coltivare" il deposito e quindi ricavare un buon raccolto d'oro.

 

La punta aurifera vista di fronte è un'area leggermente pendente verso il corso d'acqua ma di pochi gradi. Nelle fasi in cui il fiume ha poca acqua (estate, inverno) tende ad essere maggiormente emersa. Si noti come la vegetazione impone un limite oltre al quale la piena ha avuto un minore effetto erosivo, in tale porzione si accumulano principalmente sabbie e limi. Lungo la punta non vi è tipicamente vegetazione ad alto fusto e le piene possono erodere i sedimenti e concentrare quelli già presenti.

Nei periodi primaverili ed autunnali, con la stagione piovosa la punta aurifera tende a venire sommersa e ciò permette una rielaborazione dei sedimenti fini nelle porzioni più vicine al fiume. Ricorda che l'oro tende a essere mosso e concentrato solo durante le piene! Specialmente in quelle più intense!

L'acqua durante le piene può arrivare fino agli alberi e quindi la punta rimane sommersa completamente. Alle volte vi possono essere diversi metri di acqua sopra la punta aurifera. 

Una volta spostati i ciottoli si raccoglie la ghiaia presente e si setaccia il sedimento con un setaccio apposito posizionato dentro un secchio pieno d'acqua. E' anche possibile posizionare la ghiaia aurifera direttamente nel piatto e procedere al lavaggio al fiume per cercare le risposte alle seguenti domande:

- C'è oro? quanto? di quale dimensione mediamente?

- Ci sono altri minerali pesanti? quanti percentualmente? quali?

- Rispetto ai test precedenti, la quantità di oro, granato, magnetite e le loro dimensioni sono variate? 

I risultati vanno annotati mentalmente oppure su un taccuino in modo da giungere a delineare dove è presente il cuore della punta oppure un'orizzonte aurifero!

 

 

Dopo una serie di test a griglia che hanno richiesto una mattinata di lavoro e con un attento lavoro di annotazione delle informazioni è possibile comprendere come si sviluppa arealmente l'arricchimento in oro e minerali pesanti. Ciò risulta molto gratificante per il cercatore d'oro. Si nota un contenuto assente in oro nei siti campionati rosa, una presenza modesta in quelli gialli e una presenza notevole nelle ellissi rosse, località poi sfruttabili. 

Comprendere la natura è da sempre fonte di gratificazione e se avremo ragione potremo trovare anche molto oro per una nostra collezione personale o da mostrare ad amici o parenti.

 

Man mano che la prospezione prosegue si possono delineare via via diverse località aurifere lungo la medesima punta!

Quindi vi possono essere molti cuori generati nelle diverse piene recenti e passate (indicati sopra in giallo). Anche procedendo con la profondità ogni circa 20-30 centimetri vi può essere un altro orizzonte aurifero (sempre indicato da maggior contenuto in oro, ciottoli più grossi, verdi o neri, maggiore presenza di magnetite e granato). Di solito però è consigliabile la "coltivazione" dell'orizzonte più superficiale (entro i 30 centimetri di profondità), il quale permette una minore fatica e un più facile ripristino del sito di scavo. Non conviene lasciare buche o trincee aperte lungo il fiume.

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